SMOG

by Giuseppe Caruso

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Un disco per raccontare l'altra faccia del capitalismo, le conseguenze di un sistema che rivela la propria crudeltà e le persone che le vivono quotidianamente. E' ciò che è racchiuso in Smog, mini album del cantautore Caruso, in uscita il 25 aprile in anteprima digitale su Bandcamp e in formato fisico sul sito ufficiale www.giuseppecarusoofficial.it. Il lavoro è stato anticipato dall'uscita dei due singoli: Smog, da cui l'album prende il nome, e Gravidanza.
Cinque tracce che narrano e descrivono un ecosistema in crisi e che tentano di dare voce agli esclusi, a quelle persone che non lo hanno scelto ma che ne sono vittime e dei loro tentativi di fuggirne, persone per cui il più delle volte il lieto fine non è contemplato.
Il mini-album si apre con "Smog", elemento invisibile e dominante, la cui onnipresenza inebria ogni giorno le nostre vite e che può simbolicamente rappresentare la nube di illusioni materiali da cui siamo circondati e di cui ci circondiamo per riempire quotidianamente le nostre esistenze. Il tutto mentre dall'altra parte del mondo migliaia di persone si mettono in viaggio costrette a fuggire da contesti disumani, viaggio che viene raccontato in "Gravidanza", dando voce a un narratore d'eccezione: il mare, traghettatore di speranze e molto più spesso testimone involontario di stragi di vite umane e di mancata accoglienza.
Segue "Riviera", brano che descrive una barca fatta della speranza degli ultimi, barca che non possiede “né remi né vela per andar”, che non riesce a trovare un porto sicuro in cui attraccare e che continua a navigare in un mare di ingiustizie, come la 'ndrangheta, la guerra, la povertà.
In "Africa Nera" invece l'autore cerca, senza pretese, di immaginare la vita e lo stato d'animo di quelle persone che riescono a fuggire dalla propria terra ma si ritrovano poi prigioniere in un paese straniero e ostile.
Il mini-album si chiude con "Senza benzina", una ballata allegra e ironica sull'assurdità del controllo che il petrolio riesce ad esercitare sulle nostre vite e sull'affanno quotidiano nel tenere il passo in un sistema che accelera e consuma.
Emergono così due mondi diversi che sebbene possano sembrare lontani o contrapposti evidente resta la loro inevitabile e spietata connessione.
L'album è stato registrato in presa diretta, la scelta dell'autore deriva dalla volontà di ricreare in studio l'ambiente live, senza ricorrere ad effetti particolari e puntando a prediligere l'essenza del brano.
L'approccio minimalista degli arrangiamenti lascia esprimere i testi, il loro valore evocativo e il forte messaggio che intendono trasmettere all'ascoltatore.

Smog sarà seguito da un secondo mini-album dal titolo “Smog Chiral”, attualmente in lavorazione.

Press Officer
Teresa Panzarella

Batteria: Federico Occhiuzzi *mullet e spazzole in "Smog"
Basso elettrico e basso fretless: Christian Lisi
Basso elettrico in "Smog": Federico Gueci
Chitarra fisarmonica e voce: Giuseppe Caruso

Recording missaggio e mastering Christian Lisi

In copertina "School of Thiès" di Paolo Balboni

credits

released April 25, 2017

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all rights reserved

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Caruso Bologna, Italy

Italian songwriter

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Track Name: Smog
Entra al Bravo caffè mozzicone in tasta cerca chi non c'è
fuori è grigia ma qui un gioco di luci vince sullo smog

Con gli spicci che ho le facce che vedo non le comprerò
Cristal jazz c'est la vie poi di corsa tutti a casa con lo smog

Lei mi dice è tardi e il cane c'ha la tosse presto noi andremo via
dio come invidio i fiori in casa che ti han vista nuda e cruda

I ratti neri e i cugini con le ali non emigrano
topi e giornali zoccole e pitali trionferanno sulla smog

Esce dal Bravo caffè fruga in tasca in giro gloria non ce n'è
raccoglie le idee e a fatica tiene il passo dello smog
Track Name: Gravidanza
Sono arrivati ch'era primavera
hanno lasciato a casa la bandiera
non hanno chiesto né acqua né panini
appena scesi tra i maiali e pini

Hanno lasciato chiusi in una stanza
la capra morta e ciò che non gli avanza
non hanno avuto late a sufficienza
dai seni magri della sofferenza

Non è partito chi ha già conosciuto
l'ira e la legge del predone arguto
non è arrivato chi s'era affidato
ai dio potente grande e immacolato

Ed ingoiando donne in gravidanza
non ho trovato terre d'accoglienza
per gli altri figli grandi già abbastanza
da riconoscere l'arroganza

e l'ignoranza negli sguardi ostili
prima di essere spellati vivi
dal sole che brucia i vostri agrumeti
o dallo strascico delle reti

Adolescenti scalzi d'Eritrea
chiusa la scuola si va giù in trincea
e chi ha ancora voglia di giocare
può seppellire il padre e respirare

Quante ne ho viste di storie sbagliate
di guance piccole dolci e sbranate
dalla cultura che in molti ostentate
ogni volta che vi girate

dall'altra parte per non imparare
per non sporcarvi il cashmere e il sedere
sotto quel cielo che credete vostro
sotto l'immenso impero del mio inchiostro

Sono arrivati ch'era già natale
faceva caldo perché dio sta male
non c'eran santi tra i soccorsi in mare
eran con Giuda a tavola a mangiare

non c'eran santi tra i soccorritori
erano usciti a mangiare fuori
Track Name: Riviera
Grigio - rosso è il sangue sulla scena
spala fango il meccanico a Seoul
non c'è scampo sotto la bufera
per l'impero Inca del Perù

Pappagallo all'orto è già mattina
e un badile aspetta solo te
per spalare la merda della 'ndrina
e sciacquarti la faccia nel bidet

Delirante la carogna umana
vende morti in diretta tv
sparge rabbia come la puttana
d'una cagna che non si sazia più

Silenziosa la barca giù in riviera
non ha remi né vela per andar
e sprovvista com'è della bandiera
nessun porto si lascerà infilar
Track Name: Africa nera
Quando viene la sera
penso al padre mio lasciato lì
lì nell'Africa nera
dove aspetta di morir

Quando cala la notte
spesso cerco di dormir
ma ho addosso le botte
che il sole non può sentir

Viaggerò senza acqua
ben oltre le frontiere che
gli uomini tracciano sopra il mar
lasciando un solco nero sopra il viso
di un dio che hanno atteso
di un dio uguale al mio

Quando viene la sera
penso a te amore mio
se non sbaglio stasera
nasce il figlio mio

Ed in questa atmosfera
guardo intorno a me
e vedo questa bandiera
e non so perché

guardo questa bandiera
e non so perché
Track Name: Senza benzina
Puoi far finta di capir
fare finta di seguir
il discorso di Sabir
e vestirti da Scanzir

comperare pilsner beer
evitare i suovenir
che ci scansino dai tir
sulle strade di cashmere

Sento ancora il lamento
di chi va dicendo ma che bello là
sui monti con Annette
Sento ringhiare il cemento
di nuovo l'estate arriva quaggiù

Puoi farti una cura di gin
e cantare Tintirìn
e pisciar sugli stivali
dello sbirro Cardellin

puoi guardare la velina
tutta ignuda alla tv
o cercare la ragione
della vita su youtube

Sento il telefono vengo
amore ti prendo ti porto
al mare al lido al bar
solo che senza benzina
io alla marina non ci posso arrivar

Sotto il fico di legno
mi stendo e non sogno altro che
la mia Heidi in riva al mar
solo che senza benzina
io alla marina non ci posso arrivar